.
Annunci online

quartadicopertina
mai fidarsi dei titoli (isabella tramontano)


quarta § libri, libri, libri


19 settembre 2012

Il Partigiano Montezemolo - il coraggio della coerenza

Ospite del blog e recensore Anna Maria Barbato Ricci.

Un recente libro di Mario Avagliano, storico impegnato a scrivere le tante verità sottaciute sul periodo della seconda guerra mondiale in Italia, punta i riflettori su un eroe dimenticato e ingiustamente non conteggiato nelle vicende della Resistenza.
Con “Il partigiano Montezemolo - Storia del capo della resistenza militare nell’Italia occupata”, con prefazione di Mimmo Franzinelli, noto autore di saggi di storia contemporanea (Dalai Editore), l’Autore restituisce all’analisi storica ed alla divulgazione oltre la ristretta cerchia degli addetti ai lavori la figura integerrima ed eroica del Tenente Colonnello Giuseppe (Beppo) Cordero Lanza di Montezemolo, che, nella vacatio post 8 settembre, assunse coraggiosamente le redini della Resistenza militare nel pezzo della Penisola (la maggior parte, Roma compresa) occupate dai repubblichini di Salò e dai nazisti, diventando la Primula Rossa indicata come il nemico numero uno del Generale Kappler.
Fu un personaggio di alto vigore morale e d’adamantina coerenza che, abilmente, fu regista della resistenza operata da quella parte dell’esercito che non si macchiò di viltà e fellonia, ma si schierò, in ossequio al giuramento alla Patria ed al Re (che, forse, non fu altrettanto coerente, allontanandosi per mettersi al sicuro ed abbandonando persino il genero Calvi di Bergolo in balia dei tedeschi), per l’Italia a costo dell’estremo sacrificio.
Il libro ricostruisce, con il sostegno dei cinque figli del Colonnello, fra cui il Cardinale Andrea e la straordinaria donna Adriana, la storia di quest’uomo di eccezionale nobiltà d’animo ed intelligenza superiore.
L’amatissima moglie Amalia, detta Uccia, era la sua compagna d’elezione ed il loro legame fu d’incredibile sostegno morale per Montezemolo, quando, venduto al nemico da un traditore e catturato, fu rinchiuso nel terribile carcere di via Tasso, nella cella n. 5.
Malgrado fosse malamente torturato, non un fiato sull’organizzazione resistenziale militare che egli guidava uscì dalle sue labbra.
La sua condanna alla fucilazione ed all’oltraggio delle Fosse Ardeatine, in fondo, può intendersi come il tragico riconoscimento di cotanto coraggio e fedeltà alla Patria. Morì, infatti, proclamando: “Viva l’Italia”!



26 gennaio 2012

Il lettore che vorrei

Non scrivo per professione, non sono una scrittrice e non voglio diventarlo, ma lavoro con I Libri.

Ho curato un'antologia, faccio l'editor, ma non è scrivere. Sono anche stata una di quelli che - dopo il “parto”, quando il figlio/libro è stato ripulito vestito allattato – lo porta a passeggio. Per “mestiere” ho stabilito chi doveva averlo tra le mani, ho saputo chi probabilmente l'avrebbe letto, cosa ne avrebbe forse pensato (ero molto mirata). Ogni singola scelta di invi(t)o che facevo era una sorta di “moltiplicatore”: se il libro piaceva e quel lettore putativo ne parlava, allora la stessa copertina, le tot pagine, le bandelle, avrebbero avuto altre impronte digitali, diverse da quelle a cui potevo dare un nome e un cognome.

Per questi miei mestieri, mi sono inventata un gioco, che faceva in altra veste Fellini quando divenne fumettista per La Domenica del Corriere: cerco di immaginare chi sarà a leggere i libri che ho curato o inviato (quelli che sento più miei).

Il mio lettore ideale deve tenere il libro con una sola mano, facendo combaciare le pagine dispari con le pari, deve piegarlo su se stesso. Nell’altra mano deve avere una penna o una matita, per lasciare tracce del proprio passaggio tra quelle pagine, quasi fossero strade parigine libere ai writer. Mentre legge deve distrarsi soltanto per raccogliere il segnalibro che ogni tanto scivolerà via. Deve avere un segnalibro diverso per ogni romanzo, della libreria in cui l’ha acquistato. I segnalibri carini deve collezionarli e tenerli come reliquie. Se non ha il segnalibro deve avere un’accortezza: fare l’“orecchietta” una volta nell’angolo in alto e un’altra giù, affinché il libro non diventi cicciotto in modo deforme. Deve, il lettore dei miei sogni, alla fine del viaggio di carta, scrivere nome (il suo) data e luogo in cui ha flirtato con l’anima papiresca. Se non gli è piaciuto non lo deve fare, no, perché i libri o li ami o li disconosci (per molti ci vorrebbe l’oblio). Vorrei che leggesse in ogni luogo, che plasmasse quasi le proprie abitudini per farlo: superare l’imbarazzo della solitudine su una panchina, prendere il treno e non l’aereo soltanto per sentirsi giustificato nell’(in)attività del libro, comprare una borsa più grande per averlo dietro sempre. Vorrei che il libro del mio lettore fosse sporco, avesse odori e macchie dei luoghi in cui è stato portato: un viaggio viaggiatore, ecco. Il proprietario non deve avere l’amore da clichè per il profumo del volume intonso. Il mio lettore deve essere espressivo, deve avere un viso con una bella mimica facciale, che ha il suo trionfo proprio mentre legge: deve sorridere, corrucciarsi, dire quei “no” sussurrati come a scuola mentre suggeriva all’amico interrogato. Non deve arrivare mai ad avere libri sul comodino, e non perché li finisce in una notte o legge soltanto bignami della narrativa, ma perché si addormenta mentre legge. La mattina deve cercarlo sotto il letto, il libro.

Il mio lettore deve contaminare il libro. Con la propria immaginazione, con tre aggettivi per definirlo, col dissenso e con la tolleranza. Deve osservarlo come si fa con un nuovo amore, notando i piccoli particolari, le virgole di troppo, quelle che avrebbe aggiunto, i punti che “ci sarebbero stati proprio bene”. Quando ha tempo vorrei avesse il desiderio – e lo facesse per davvero –  di rileggere alcune pagine, i passi che ha sottolineato. Il mio lettore pensa ancora un po’, qualche giorno, a ciò che ha letto. Lui guarda con un occhio diverso ciò che lo circonda dopo ogni libro, chissà perché. Ha una strana presunzione come di chi ha vissuto tanto, chissà percome.

Il mio lettore ideale legge perché non potrebbe fare altrimenti. E alla parola “fine” ha una dolce stanchezza.

“Uomini capaci di parlare di baseball
e di pugilato mentre parlavano di libri.
E parlare di libri come se ci fosse qualcosa in gioco.
Che non aprivano un libro per adorarlo
o per sentirsi nobilitati o per dimenticare il mondo che li circondava.
No, che “boxavano”col libro”

(Philip Roth – Ho sposato un comunista)


1 settembre 2011

leggere lolita a N.I.

"la mia poco schizzinosa Lo andava in visibilio per le targhette sulle porte [dei gabinetti pubblici (n.d.r.)]: Lui Lei, John Jane, Jack Jill e addirittura cervi cerbiatte".

Non sapevo di avere gusti personali di sapore letterario, come l'amore per i cessi.

Qui, nel 2006, sempre settembre, scrissi: LA POESIA DELLA TOILET

i bagni hanno una loro poesia.
lì si inizia a fumare, al liceo;
ci "scappa l'amore" se sei in un luogo pubblico;
c'è sempre un posto per sedersi che non devi contendere a nessuno (per esempio in treno);
c'è sempre l'acqua se hai sete (e anticorpi da elefante);
e carta se va bene per soffiarti il naso (quindi ci puoi piangere e uscirne come se nulla fosse);
parli con la tua migliore amica (le donne vanno spesso "due alla volta" e questo è uno dei motivi);
e ascolti la tua nemica se i bagni sono divisi da "muretti";
cacci i "foglietti" per copiare se hai qualche esame;
ti specchi;
ci leggi comunque, anche se non hai un libro/giornale: ci sono mille simpatiche scritte sulla porta;
ci scrivi, nel senso che scrivi lì, sul bagno, sulla porta, sulle mattonelle con l'UNIPOSCA (che devi prima agitare e sentire la pallina che fa clik clik) per lasciare da leggere a chi verrà dopo di te;
puoi gridare "OCCUPATOOO", ed è bello gridare in un luogo pubblico senza il rischio di sembrare sguaiata, e poi "occupato" è proprio una bella parola: il contrario è "libero".
quale parola ha un contrario così significativo?


per certe cose sono una persona estremamente coerente


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. lolita nabokov bagno pubblico

permalink | inviato da quartadicopertina il 1/9/2011 alle 19:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


12 ottobre 2010

il lettore che vorrei

Il mio editoriale per la casa editrice Neo Edizioni, qui




permalink | inviato da quartadicopertina il 12/10/2010 alle 15:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


11 settembre 2010

Quarta di copertina

"Ho sposato un comunista", Philip Roth

non ero comunista nemmeno quando ero comunista (G.G.)




permalink | inviato da quartadicopertina il 11/9/2010 alle 19:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


2 agosto 2010

delizie di cellulosa

Compro libri con l'idea di leggerli subito, poi magari non lo faccio. Li ripongo nella libreria (6 scaffali per 48 mensole a doppia fila di tomi) e leggo altro, qualcosa acquistato ancora prima, a volte, o che mi è stato inviato (e sono tanti).
E il gioco continua così. Acquisto un libro con un preciso motivo - copertina, quarta, consiglio, autore, paese della storia - e poi aspetto (previa prima pagina) il momento giusto per iniziarlo, perché - be' - (quasi) tutti i libri hanno il diritto alla lettura, ma anche quello del momento: esiste il periodo perfetto perché le tal parole non siano soltanto un riempitempo. Sì, leggere un romanzo, un saggio, un fumetto per mera noia non è cosa buona e giusta, è come andare al cinema alla sera perché non si ha niente altro da fare, qualsiasi cosa venga proiettata. Oppure è come incontrare qualcuno che non avremmo visto se non fosse stato il primo agosto in una cittadina desolata: ingiusto e inutile.

A Marzo sono entrata nella Feltrinelli di Piazza dei Martiri con un'idea precisa: "leggere Lolita a Teheran". In quell'occasione sapevo già che non l'avrei letto subito, volevo lasciarlo per un viaggio che avrei fatto la settimana dopo. Arrivato il momento, il viaggio, mi son trovata a chiacchierare. In quei giorni ho letto tante altre cose per lavoro e non mi andava di andare in Persia (il libro è ambientato lì, ovviamente) con la testa confusa. E sono arrivata al 31 luglio con questo Adelphi che mi guardava dallo scaffale dei libri "leggerò".
Due giorni e ora sta con amici più o meno meritevoli sulla mensola "letture 2010" che va riempiendosi per la seconda volta.

è una delizia






permalink | inviato da quartadicopertina il 2/8/2010 alle 11:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


16 giugno 2010

ghiacci sintetici

Se soffrite il caldo, be', un consiglio e uno "sconsiglio letterario:

Sì: "Uomini che odiano le donne": la maggior parte della storia si svolge a 20° sotto zero.
No: "Il maestro e Margherita": le prime dieci pagine si svolgono in una calura che nemmanco una persona ipertesa può resistere.

per i meriti artistici aspettiamo l'autunno?


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Larsson Bulgakov

permalink | inviato da quartadicopertina il 16/6/2010 alle 16:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


16 aprile 2010

quarta di copertina su novamagazine

consigli di lettura qui





permalink | inviato da quartadicopertina il 16/4/2010 alle 13:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


30 novembre 2009

Facciamo un gioco con Oblomov

Esistono libri che ti fanno assuefare a loro, nel senso che diventi un po' il protagonista. Non ti ci rivedi, che e' diverso. Anche se la storia e' lontanissima da te nel tempo nello spazio e nel modo - paf - tu ti ci ritrovi.

Due libri cosi' per me: "facciamo un gioco" di Carrere e "Oblomov" di Goncarov.
Nel primo, in sintesi e approssimativamente, una donna legge una lettera dell'amante in treno. L'uomo le suggerisce con gradualità di carezzarsi fino a provare un vero e proprio piacere.
L'ho letto in treno. Mh.

Il secondo: un uomo e' molto pigro e atarassico, ma dire semplicemente che e' un inetto e' riduttivo. Il protagonista dà mille buone ragioni per fare quello che fa, ossia poco o niente.
Letto in una giornata e mezza, trascorsa a letto oziosa. Ho anche mangiato para-distesa.

buona letteratura





permalink | inviato da quartadicopertina il 30/11/2009 alle 19:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


9 settembre 2009

cambiamenti epocali

Lei ricca, lui un poveraccio. Disuguaglianza sociale.
"soldi ai soldi e cazzo al cazzo".
Siamo ne 1962, ma potrebbe essere questa estate, 2009.

l'unica differenza: sull'autostrada ci si ristorava nei Pavesini e non all'Autogrill



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. alberto arbasino

permalink | inviato da quartadicopertina il 9/9/2009 alle 11:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     gennaio       
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
quarta § libri, libri, libri
nota del giorno • musica, maestro!
heart and cash # l'anima dell' economia
le pizze ÷ shh, inizia il film...
la mia amica idrocefala ® la televisione
B&B @ blog e bloggers
uomini e donne: istruzioni per (i)l' (dis)uso
clik clak: isobel reporter

VAI A VEDERE

ciò che ti pare
e piace


 













-----------------------------------------------------------------------
Statistiche

CERCA