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quartadicopertina
mai fidarsi dei titoli (isabella tramontano)


nota del giorno • musica, maestro!


17 febbraio 2013

capodanno sanremese

Oramai è cosa nota: per me gli anni si concludono e ne iniziano altri con il Festival di Sanremo, percepisco che c'è un passaggio temporale soltanto quando è il momento della kermesse musicale.
Be', allora, auguri a me, che a quasi due mesi dal capodanno "comune" (San Silvestro) e a pochi giorni da quello cinese, brindo e faccio un cenone il cui piatto forte è pollo con le patate. Auguri a me, che sono passata dal leggere i testi delle canzoni su "TV sorrisi e canzoni" a farlo su www.testimania.it.
Brindo a me che festeggio quando nessuno lo sa, nessuno dice "auguri", quando il rosso non impera e non venga stordita da miserabili botti e piatti rotti. Auguri a me che con il mio capodanno non devo fare bilanci, mettermi su una bilancia, bilanciare malinconie nostalgie e felicità.
Auguri a me, perché quest'anno è iniziato bene: il festival m'è piaciuto. Tanto tanto.

Una musica può fare
cantare lililli o lalalla (maggiore)
Una musica può fare
cambiare nininni o nananna






permalink | inviato da quartadicopertina il 17/2/2013 alle 14:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


12 settembre 2011

è tutta questione di sole - Beatles vs Rolling Stones

Essere una persona dicotomica - o questo o quello, o guelfa o ghibellina, o con me o contro di me, o polacchina o mocassino - è una cosa quasi giusta, col suo fascino, un lusso che ti puoi permettere fino a un certo punto della vita, fin quando esiste una reversibilità/un perdono delle tue azioni. Ammiro molto le persone che sono state (e non sono più) nette. E questa è La Vita.

E parliamo di Musica. Riesco a concepire Vasco Rossi contro Ligabue, Madonna e a morte Britney Spears, gli Oasis versus Coldplay, ma la mia mente non si figura la preferenza per uno dei due gruppi anglosassoni '60: non i Rolling Stones avversari dei Beatles, proprio no.

E proprio no, perché mentre negli esempi di duellanti suddetti c'è qualcosa - più di qualcosa - che li accomuna, e allora va bene che ci si lasci trascinare da un particolare (frase, faccia, forza), per i Beatles e i Rolling Stones questo discorso non regge: sono mondi diversi su cui ci si trova a camminare comunque e almeno per una volta. Preferire l'uno o l'altro vorrebbe dire che ci si sveglia da anni e anni con lo stesso umore, che si hanno tutti vestiti dello stesso colore, che si è amato sempre allo stesso modo. Impossibile.

Chi non ha voluto, anche solo per un istante che il sole fosse nero, così "I wanna see the sun blotted out from the sky/I wanna see it painted, painted, black"(R.S.)? e magari soltanto il giorno dopo pensato che doveva tornare, così "Here comes the sun/Here comes the sun, and I say/It's all right/Little darling" (B)?

soddisfatta, lasciando che sia


2 ottobre 2008

un cantante garbato

In questa marea di cantanti che sbucano dallo schermo come la "rosa purpurea del Cairo" di Woody Allen, di autori che farebbero arrossire qualsiasi romantico tanto il miele buttato sullo spartito, e di altri che invece sollecitano i sentimenti peggiori di scontentezza e rancore, c'e' lui: Pier Cortese.
Nonostante siano forti le influenze battistiane (tra l'altro ammesse anche in un testo), che c'e' qualche punta dei Cappello a Cilindro nella vocalità e una chitarra che ha il sapore di... di qualcun altro (sta nella cricca di Fabi, Gazze', silvestri, etc.. ecco, c'e' del silvestri di "sabbia e sandali"), Pier Cortese e' veramente gradevole, sebbene non originale. Ti sorprende per qualche frase mentre l'ascolti e fai altro, ti rilassa la chitarrina garbata con poche pennate da falò, mentre fai altro.

le persone garbate sono quelle poco invadenti


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12 maggio 2007

La cover del sabato. Un sabato che e' una cover (di altri sabati, che a loro volta sono cover etc)

La mia passione per le cover delle canzoni (e non solo, [tranne dei sabati]) continua.

Ho trovato un'altra canzone che e' stata rifatta da molti: "wild horses" dei Rolling Stones.
L'hanno ricantata, senza tante modifiche (non siamo di fronte a una Nina Simone che ricanta i Beatles o un Vasco Rossi che intona Battisti nell'ultimo cd, quanto a una operazione stile Joan Beaz che si accompagna con la chitarra nelle canzoni di Zimmerman a.k.a.Bob Dylan):
Alicia Keys (sufficiente)
Bush (molto buona, attacco diverso, presenza di una chitarra con effettiera - cry baby?- che sostituisce la caratterizzante chitarra solista pulita dell'originale, cantata in modo meno strascinato - forse meno coca su per le narici)
Dave Matthews Band (più che sufficiente, ma troppo troppo simile all'originale, tendente alla degenerazione melense)
Pearl Jam (molto molto buona, qui le chitarre si divertono anche di più, batteria vigorosa, non biascicata anzi, sincopata, nevrotica)
Sheryl Crow (buona buona, c'e' il piano ed e' un bel modo di ricantare il classicone)

Ricordando che c'e' anche un certo  McCarthy che ha a che fare con i cavalli selvaggi, qui metto l'originale, quella dei R.S.

Da ascoltare preferibilmente in auto,
mentre si va.

La Vostra "Graceless lady", a sin and a lie

:)




permalink | inviato da il 12/5/2007 alle 19:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


27 aprile 2007

gioco delle coppie

Mr Jones e Mrs Robinson andranno d' accordo?
(buona musica di primo mattino feriale= cattiva musica di tardo pomeriggio festivo)





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27 marzo 2007

io sono una chic: ascolto la gnometto band

[questa canzone la dedico a G. che, ogni volta che arrivavamo da Siena sul GRA, subiva una strana mutazione: da ragazzo garbato e taciturno, futuro funzionario [...], si trasformava in camionista 'da leggenda', scurrile e sgarbato. Non so se fosse stata colpa soltanto del GRA o se avesse assunto qualche strana sostanza durante il viaggio, perché io dormivo sempre, con l'unica scaltrezza di svegliarmi a "settebagni"]

E' giunta ormai l'aurora
si spengono i lampioni
si sveglia gia' stressata
tutta quanta la citta'
le strade so' 'ntasate
le facce so 'ncazzate
c'e' un tizio in una panda
che se sta pure a smucina'
er fiume score lento
orma nun c'e' speranza
ner traffico bestemmia
tutta quanta la citta'
solo va un uomo in smart
C'ha gli occhiali de Versace
la pelliccia sur giubbotto
c'ha le scarpe de Paciotti
e le tiene sur cruscotto
guida scarzo a zigg' e zagg
in velocita'
chissa' 'ndo va
co' quella smart
guida come 'n assassino
pe' le vie der tibburtino
pe' raggiunge su' cuggino
e pijasse 'n cappuccino
nun se sa da dove vien
ne dove va
chissa' che sta a ffa'
con quella smart
morte' morte' morte'
'taaaacci tuaaaaa
va gridando ad ogni cosa
ai semafori, ai lampioni
pure a tutti noi cojoni
che la fila stamo a ffa'

E' giunta ormai la sera
imbocco in tangenziale
chebbello tutti insieme
stamo 'n antra vorta qua
le facce so' le stesse
nell'altra direzione
c'e' er tizio nella panda
che se sta' sempre a smucina'

vorrei cambia' corsia
su quella d'emergenza
controllo lo specchietto
me sto quasi pe' sposta'
ecco ariva l'uomo in smart
sta arivando a centotrenta
e c'ha due telefonini
la cintura... nun la mette
e canta pure cremonini
ha speso ventimila euriii
pe' quella smart
che tra le stelle sprinta e vaaaa'
(sulle note di "Ufo Robot", di V. Tempera)
e pensa che co' i stessi sordi
ce se poteva compra 'na machina
e nun stressa' l'umanitaaaaa'
ma chi e'?
ma chi e'?
A-PO-LI-ZIA!

je sottraggono i documenti
e damo inizzio ai festeggiamenti
la pattuja superstar!
je fa un murtone che je pija er panico
je sequestra er mezzo meccanico
il raccordo grida URRAH!
(aritorna il vecchio frac)
Adieu! Adieu! Adieu!
Addio alla smart
E ringrazia 'a polizia
che te l'ha portata via
cosi' co' la stescion vegon
perlomeno poi scopà!






permalink | inviato da il 27/3/2007 alle 19:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa


14 marzo 2007

bilinguismo musicale (sottotitolo: poesia distillata) - per A. -

Quaand l'è rüvaa nel porto de Marsiglia                  Quando è arrivato nel porto di Marsiglia
l'ha cambiaa el maar cun't una tazza de Pernod
    ha cambiato il mare con una tazza di Pernod
el s'è impiastraa de pagüra e meraviglia     si è impiastrato di paura e meraviglia
tütt quell che gh'era ghe l'era in del paltò     tutto quello che possedeva lo aveva nel cappotto
      
Oecc de fiöö in una facia de acqua dulza     Occhi di bambino in una faccia d'acqua dolce
un baretèn per fà parè de vèss francees     un berrettino per sembrare francese
la schèna larga cunmè l'unda che se svolza     la schiena larga come l'onda che si alza
e che la sbàtt cuntra i riscordi e'l sò paee
    e che batte contro i ricordi e il suo paese
       
Ammò una volta in giir a nàula sura un puunt
    Ancora una volta in giro a zonzo sopra un ponte
una furmiga che la rampèga sura èl mappamuund     una formica che si arrampica sopra al mappamondo
ammò una volta a scapà de la sua umbrìa     ancora una volta a scappare dalla sua ombra
per setàs giò e ciciarà con quela futugrafia     per sedersi e chiacchierare con quella fotografia
       
E i g'hann daa ceentmìla nomm     E gli hanno dato centomila nomi
ma l'ünich che ghe resta     ma l'unico che gli resta
forsi l'è propi quest che...     forse è proprio questo...
       
E forsi basta mea fà una guèra     E forse non basta fare una guerra
tajà cun't una forbis tütt el maar
    tagliare con le forbici tutto il mare
quaand seet a cà gh'è quaicòss che te sutèra     quando sei a casa c'è qualcosa che ti sotterra
e suta el tècc gh'è mea la Stèla Pulaar     e sotto il tetto non c'è la Stella Polare
       
E podet beev mila tazz de camamèla     E puoi bere mille tazze di camomilla
sarà i pensee ne la butèglia del vènn biaanch    
chiudere i pensieri nella bottiglia del vino bianco
a la tempesta basta mea una scudèla    
alla tempesta non basta una scodella
perchè l'inchiostro de ogni viagg l'è nel to' saangh  
   perchè l'inchiostro di ogni viaggio è nel tuo sangue
       
Ammò una volta senza strada nè valiis     Ancora una volta senza strada nè valigie
cumè una pianta che la ne va senza i radiis    
come una pianta che se ne va senza le radici
ammò una volta senza spècc retruvisuur     a
ncora una volta senza specchietto retrovisore
i ricordi adree de cursa, ma lüü che curr püssèe de luu
r     i ricordi dietro di corsa, ma lui che corre più forte di loro
       
E i gh'hann daa ceentmila nomm     E gli hanno dato centomila nomi
ma l'ünich che ghe resta    
ma l'unico che gli resta
forsi l'è propi quest che    
forse è proprio questo...
L'Omm de la Tempesta
    l'Uomo della tempesta
       
E quella zinghera setàda in sö la giustra     E quella zingara seduta sulla giostra
l'era un demoni o un angel senza i aal    
era un demonio o un angelo senza le ali
le' l'ha verdüü la sua man 'me 'na finestra
    lui ha aperto la sua mano come una finestra
le' l'ha lengiüüda e l'ha vedüü quel tempural     lei l'ha letta e ha visto quel temporale
       
"Nareet in giir, o furestee, per tütt el muund,
    "Andrai in giro, o forestiero, per tutto il mondo,
ma anca el muund de una quaj paart el finirà,     ma anche il mondo da qualche parte finirà,
una tempesta l'è difficil de na' a scuund     una tempesta è difficile da nascondere
resta con me e la tempesta cesserà..."     resta con me e la tempesta cesserà..."
       
L'è püssèe facil girà el muund
    E' più facile girare il mondo
ciapà pesciaad de la mia umbria     prendere pedate dalla mia ombra
che restà che inseèma de te     che restare qui insieme a te
e brüsà questa futugrafia,     e bruciare questa fotografica,
perchè i m'hann daa ceentmila nomm     perchè mi hanno dato centomila nomi

(Davide Van De Sfroos)
 




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5 marzo 2007

Ilala ilalà ilalà... Che bella gente

Il festival di Sanremo mi è piaciuto. Punto.
E accapo.
Accapo perché non mi è piaciuto per gli stessi motivi degli anni scorsi (essì, dopo il secondo giorno mi piacciono tutti: mi ci affeziono), che potevano essere il gossip, o qualche critica femminazista sul ruolo delle vallette, o la commozione per qualche canzone d'amore che mi faceva vibrare, ché a febbraio- marzo le mie storie attraversavano sempre una crisi.

Stavolta mi son piaciute le canzoni, ma dire "piacere" è improprio, perché per alcune non ho provato una sensazione amena.
Ho sentito le canzoni, ecco. Essì, è vero, quest'anno i testi si guardavano meno l'ombelico, erano più morali e sociali. E quando non lo erano nel testo, di ampio respiro, è stata la musicalità ha farmi respirare profondamente, come con la Grè o Tosca.

Però c'è un però: non so se vorrò mia la canzone vincitrice, cioè non è di quei pezzi che metti su mentre spolveri o fai la doccia e ti incremi. Fa un po' male. E' una denuncia e le denunce, se fatte bene, le ricordi ma non le vai a rileggere/riascoltare. No, ti fanno cambiare qualcosa, che non torna mai allo stato di partenza, però sarebbe masochistico riascoltare. Per me.
Ah, che Cristicchi avesse "un debole" per i matti si evinceva già nella canzone dell'anno scorso e in altri pezzi, quali "elettroshock". E' bella, la canzone. E' letteraria, ed è truffaldina perché nel ritornello sembra una canzone d'amore come tante, poi tac, ti colpisce alle spalle.

Questo sanremo lo ricorderò. Ma l'anno prossimo ne voglio uno diverso.




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14 febbraio 2007

il jazz è terribilmente femmmina

Molti uomini, parafrasando male la canzone di Paolo Conte "Sotto le stelle del jazz", sostengono che le donne non capiscono il jazz.
Non è così, le donne lo comprendono benissimo, sanno "sentire" un pezzo jazz (e ringrazio lui, che mi sta acculturando) forse meglio degli uomini (e se non lo capissero, almeno - sempre citando P.C.- non correrebbero il rischio di sbagliare cravatta): semplicemente non lo sopportano.

Le donne detestano il jazz, perché l'armonia del genere è femmina, una femmina "mestruata": varia, ti sorprende, non capisci sempre "perché" e di cosa ti devi chiedere il motivo. Tutto qua.

Mai sentita una donna che sopporta un'altra donna, e per di più nella  peggiore condizione (che poi è la migliore, nel parallelo, per un pezzo jazz)?

Certi capivano il jazz
l'argenteria spariva
[...]
Pochi capivano il jazz
troppe cravatte sbagliate
[...]
Le donne odiavano il jazz
non si capisce il motivo
du-dad-du-dad
[...]
Duemila enigmi nel jazz
ah, non si capisce il motivo
nel tempo fatto di attimi
e settimane enigmistiche








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14 febbraio 2007

babe, baby

mentre preparo la valigia, ascolto musica random.
ho notato una cosa:

anni '70/'80
musica anglosassone (per identificare l'idioma)
genere vario (jazz, pop, rock)

i sostantivi "baby", "babe" sono frequentissimi in titolo o corpo del testo.

(mettere le suddette parole in un qualsiasi programma autorizzato per scaricare musica: dai Led Zeppelin ai Beatles, a N.Simone a J. Taylor, e altri innumerevoli, l'hanno "cantate")






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