.
Annunci online

quartadicopertina
mai fidarsi dei titoli (isabella tramontano)


heart and cash # l'anima dell' economia


10 marzo 2008

vota Antonio

in periodo elettorale io mi ritrovo a dare un'occhiata al teorema di Arrow, per chi sa.
e alla tv noto che le cabine elettorali francesi sono chicchissime, con tende color porpora, e le scatole in cui si mettono le schede somigliano alle valigette ikea da 5€. il mio pensiero vola alla cassa da morto in posizione verticale in cui mi ritroverò ad aprile, alla fessura sgraziata nel cartone - magari fosse pressato - che impedisce una rapida espressione del mio voto.

mentre infilo con difficoltà la scheda mi emoziono sempre come fossi davanti a una commissione d'esame.
nevrosi


15 aprile 2007

CONSIGLI DALLA REGIA - ikeite

da qualche tempo a questa parte non è più in voga il marketing comparativo - ricordo nel 1999 lo spot che comparava due compagnie telefoniche (mi pare teledue - telecom) -, ma va quello del prodotto 'insostituibile', di cui fu antesignana un modello fiat (se non ci fosse bospgnerebbe inventarla).
esempio: foppapedretti. la pubblicità fa più o meno così: cosa sarebbero le nostre case senza foppapedretti?
 

ci sono molti altri esempi da portare e per tutti i prodotti reclamizzati c'è la risposta, essendo in una società di perfetti sostituti, ma per quel che riguarda il prodotto citato il quesito ha risposta ovvia:

ci sarebbe l' IKEA!




permalink | inviato da il 15/4/2007 alle 19:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


16 febbraio 2007

vediamo un po'...

hai 50 monete
hanno una faccia bianca e una nere
32 sono girate dalla parte bianca, 18 da quella nera
devi fare due mucchietti conlo stesso numero di nere nei due mucchietti

it's math.

[dopo aggiungo la soluzione nel post stesso]


SOLUZIONELo scopo sono due gruppi con lo stesso numero di nere
  se faccio due gruppi da 32 e 18
nel primo ho 32 - 18X bianche
  nel secondo gruppo ho x, le giro e ho -x

In sostanza è un problema di gestione dell'informazione: c'è un dato superfluo che è 50, il totale delle palline, che induce a voler dividere i mucchi equamente. Non serve e non è richiesto.
Non tutte le informazioni, in alcuni problemi, sono necessari alla soluzione (in altri sì, assolutamente).
Ancora, si parla di dati, non di istruzioni, in cui anche l'ordine può avere un suo peso: non stiamo facendo una torta di mele e dobbiamo seguire la ricetta "passo per passo".

Col mio amico/collega siamo giunti anche a due altre conclusioni:
1. nelle ammucchiate - a differenza dei mucchi - il lato non conta;
2. a proposito di dati: io l'ho data troppo spesso e in cambio di poche monete.

.. si scherza, ovvio. E la stanchezza mina anche le menti più presenti a se stesse.




permalink | inviato da il 16/2/2007 alle 17:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


15 gennaio 2007

aspiranti economisti

grazie a lui mi son fatta due risate.

Sono venuta a conoscenza del libro:
Maledetti economisti: le idiozie di una scienza inesistente Sergio Ricossa. 
Titollo riporta lo spassoso decalogo per l'aspirante economista, che io ri-riporto (ho copiato e incollato)

1) Chi vuole arrivare deve far credere di essere già arrivato. L'apprendistato è un residuo dell'ancien regime. Il giovane economista non impara, critica.
2) Ricordare l'aurea massima: perché essere difficili, quando si può essere incomprensibili? Non chiamare mai le cose con il proprio nome. Non dire moneta, ma fondi liquidi, o meglio loanable funds, o meglio ancora Z. Le note e la bibliografia servono solo a spaventare.
3) Le citazioni si trovano prendendo un libro a caso e aprendolo a caso, secondo il metodo suggerito da E.A. Poe. L'autore citato deve essere sconosciuto: gli autori conosciuti sono per gli scolari e i quiz di Mike Buongiorno.
4) Scegliendo opportunamente il modo di calcolare gli indici e di disegnare i grafici, non ci sono statistiche che possando darci torto, mentre qualunque statistica può darci ragione.
5) Il metodo più facile per chi scrive di economia è quello alto–matematico: basta prendere un libro di matematica avanzata o di fisica superiore e dare un significato economico a qualche passaggio formalmente molto complesso. Cambiare ovviamente la definizione dei simboli e non citare la fonte.
6) Arrivare sempre a conclusioni che massimizzino la probabilità di vincere concorsi e ottenere incarichi pubblici ben remunerati. Lasciare intendere che i politici e "i ricchi" non sanno l'economia, e che i Rothschild hanno commesso errori ridicoli.
7) Con gli studenti, il giusto atteggiamento è il falso democratico. Cominciare l'esame con la domanda più difficile "per mettere a proprio agio". Esigere la lettura di un grafico girato al contrario.
8) Con gli altri economisti, parlare solo del libro di economia che si è letto il giorno precedente (può essere tranquillamente l'unico libro di economia mai letto). Se l'autore è sconosciuto (preferibilmente indiano o giapponese) abbiamo il 99 per cento delle probabilità che gli altri non lo abbiano letto. Presentarlo come una lettura obbligatoria, ma trovargli qualche pecca.
9) Parlare del "Teorema di Tizio", della "legge di Caio" della "rivoluzione di Sempronio" senza mai spiegare di chi e di che cosa si tratti. Tizio, Caio e Sempronio devono essere economisti di quarto ordine, i quali non abbiano mai inventato nulla di memorabile. Buoni anche gli accorpamenti: "effetto Tizio–Caio", "paradigma di Tizio–Sempronio", "ma Tizio è stato il primo …".
10) L'economista in gamba prevede solo ciò che piace ai giornali e alla televisione. Il previsto è conforme ad una legge "storica tendenziale" o è "lo scenario più probabile". Una previsione econometrica si fa solo dietro lauto compenso.





permalink | inviato da il 15/1/2007 alle 12:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


28 dicembre 2006

la bellezza delle donne

Uno studio della London School of Eonomics ha rilevato che mamma e papà belli generano figli di sesso femminile in maggiore percentuale, che è un trucco della evoluzione per preservare la specie.
Io sono femmina e ho soltanto una sorella, e in effetti mia madre è un misto tra la Monroe e la Milo, mentre papà "oscilla" tra Enzo Jannacci e Richard Gere: carini, direi (e noi un miracolo per la buonanima di Mandel, visto che mon père ha tre fratelli e ma mère ne ha quattro).
Io e mia sorella? Io sono una bellezza se i consensi ne possono essere un metro, ma strana e asimmetrica: un ibrido tra la Thurman e la Fabiani. Mia sorella è invece un frullato della Robins e la Prati. Ci "difendiamo" bene, anche se non siamo dei prototipi di bellezza attuale (cfr Anna Tatangelo).

Ma lo studio, se attendibile, cosa vuol significare? Si preserva la specie dato che, invece, le donne brutte non vengono prese quindi non figliano? Che il patrimonio genetico che maggiormente si eredita è quello materno? E no, perché io sono mia madre con rare tracce di papà, mentre la sorellona è una Tramontano in tutto e per tutto.. boh.





permalink | inviato da il 28/12/2006 alle 9:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa


6 dicembre 2006

irragionevolezza ragionevole

un individuo può non seguire le leggi che l'economia gli vorrebbe imporre, come può accadergli di commettere degli errori nel fare dei calcoli di aritmetica. In quest' ultimo caso non si dice che il "tipo" non riconosce le leggi dell'aritmetica, infatti appena glielo si fa notare corre ai ripari. In realtà è anche così per le scelte: alcune ricerche hanno dimostrato che una persona che ha scelto in modo non "transitivo" (a>b e b>c =>a>c, transitività), se le si fa notare l'assurdità del processo seguito, cambia idea.

ma la transitività equivale alla "ragionevolezza"?
e se lo è, equivalente, perché ignorare quella categoria di persone che - pur riconoscendo a priori la razionalità di un comportamento - sceglie in modo da contraddire spudoratamente qualsiasi logica?
Sono molti e poi che c'è di meglio che vivere una contraddizione?

.. forse qualcosa c'è..




permalink | inviato da il 6/12/2006 alle 15:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


9 novembre 2006

pensiero alfanumerico

Supponiamo che io scriva libri, saggi o romanzi o raccolte di racconti.
Se mi chiedete "a che libro sto" e io vi rispondo "al terzultimo" vuol dire che ne scriverò di certo (e soltanto) altri due. Ma prima non vi ho detto se ne ho scritti cento o uno, ma comunque non sto dicendo una bugia: potreste trovare un mio libro e io vi direi che l'ho scritto prima di, o che è il prossimo se non ho un'idea per il gran finale. Se mi doveste chiedere di vedere tutti i libri, io avrei di sicuro la nonna morente.

Se invece rispondo che "sono al terzo" vuol dire che ne ho scritti già due. Non ho risposto sul totale, ancora una volta. Non vi dico se ne scriverò altri cento o questo è l'ultimo. Anche qui i gesti dimostrativi mi creerebbero problemi, e sono volgari.

La domanda che mi faccio è: se conosco il mio arco di vita creativa e il tempo che mi è necessario prima di "abbandonare un libro" (non si finisce un libro), posso dare la  risposta figa del conteggio al contrario, alla rovescia?
Cioè, supponiamo che il mio arco creativo sia un segmento, se io mi posiziono a un tot dalla fine o ad un tot dallo zero, la distanza dall'estremo opposto può essere lo stesso, e -ripeto - io dare la risposta che mi dona l' aura di cui sopra?

giuro, oggi niente stupefacenti :)






permalink | inviato da il 9/11/2006 alle 20:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


9 novembre 2006

SALARIO "SCIALBO"

Salario: remunerazione dell’unità lavoro (dal glossario di un libro di macro qualsiasi)
Salario: retribuzione del fattore della produzione lavoro e la sua entità dipende dal costo-opportunità per il lavoratore della rinuncia ad altre occupazioni - incluso l'ozio - durante il periodo impiegato per svolgere la propria mansione (secondo gli economisti di orientamento classico).
Salario: prezzo della forzalavoro, non del lavoro. Il lavoro, infatti, secondo Marx è il consumo della forzalavoro (per gli economisti di orientamento marxista)
Salario reale: w/p
Salario nominale: w
Salario minimo: corrispondono alla sussistenza in senso storico; può dipendere, in ogni fase storica, dalla forza contrattuale delle parti
Salario al livello naturale: si identifica con la sussistenza.
Salario di mercato: incontro domanda offerta di lavoro, può aumentare al di sopra del salario naturale, ma l’aumento di popolazione, indotto da salari maggiori della sussistenza, tende a riportare il salario verso il suo livello naturale, corrispondente alla sussistenza.
Salario anticiclico, ciclicità del, prociclico, rigido e flessibile, vischioso.

E il salario garantito? Io voglio quello, quello che mi garantisce la libertà.
Sono stanca delle prestazioni.
E se passassi a quelle fuori orario? inutile, anche adesso non me ne danno uno, di orario: pronta sempre e subito.

"ricattat’ ossessionat’ mantenut’ parassit’
ma ’sta storia adda fernì vogl’ò salario garantit’"
(99 posse)




permalink | inviato da il 9/11/2006 alle 13:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


3 novembre 2006

Elogio di Nostra Signora Matematica

La matematica è una attività della parte logica della mente, ma deduce dopo aver fatto delle ipotesi: la critica alle ipotesi è compito dell scienza che adopera la matematica, non di quest' ultima; possiamo descrivere come la gente sceglie, non perché.
A tale propoisito si  può citare E. Fromm, riportando la sua opinione: "le nostre motivazioni, idee, opinioni, credenze "consce" sono un miscuglio di false informazioni, preconcetti, passioni irrazionali, razionalizzazioni e pregiudizi, sul quale  (miscuglio) galleggiano brandelli di verità, dando la sicurezza, per quanto illusoria, che l'intera misura sie reale e vera".
L'uso di metodi quantitativi è essenziale tuttavia per riconoscere la natura di un problema di scelta e per organizzare il pensiero nella comprensione dei molteplici asppetti della decisione e nella determinazione  delle forze che spingono verso l'una o l'altra delle alternative. Tutto dipende dalle ipotesi inserite.
Praticamente tutti gli avvenimenti sono conseguenze di scelte economiche, compresi i cosiddetti "eventi storici"; la Storia è storia economica: se smettessimo doi considerare le Crociate come una "guerra santa" e la Carboneria come una "rivolta popolare", forse i fatti apparirebbero più limpidi.
La matematica può aiutare a sviluppare le capacità di analisi del lettore, affinché attenui la sua tendenza a credere a tutto quello che legge.




permalink | inviato da il 3/11/2006 alle 9:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


12 settembre 2006

FOLLIA & ECONOMIA

Le idee degli economisti e dei filosofi della politica, giuste o sbagliate che siano, sono più potenti di quanto normalmente si consideri. Anzi, si può affermare che il mondo sia governato da poco altro. Gli uomini pragmatici, che si credono esenti da qualsiasi influenza intellettuale, di solito sono schiavi di idee appartenute a qualche economista morto da tempo. I fanatici al potere, che odono voci nell'aria, distillano le loro follie dai materiali di studio di qualchescribacchino accademico del passato.

(J.M.Keynes)

Questo vale oggi come nel 1936, quando Keynes scrisse queste parole. Solo che oggi lo scribacchino accademico che ispira follie è lo stesso Keynes.




permalink | inviato da il 12/9/2006 alle 18:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
sfoglia     aprile       
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
quarta § libri, libri, libri
nota del giorno • musica, maestro!
heart and cash # l'anima dell' economia
le pizze ÷ shh, inizia il film...
la mia amica idrocefala ® la televisione
B&B @ blog e bloggers
uomini e donne: istruzioni per (i)l' (dis)uso
clik clak: isobel reporter

VAI A VEDERE

ciò che ti pare
e piace


 













-----------------------------------------------------------------------
Statistiche

CERCA