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quartadicopertina
mai fidarsi dei titoli (isabella tramontano)


le pizze ÷ shh, inizia il film...


7 settembre 2011

"I' d Rather Dance With You" (K.o.C.)

"Funeral party" è un film, ed è grazioso. E' inglese, con umorismo inglese, ricorda alla lontana "L'erba di Grace", è sfacciatamente grottesco e - soprattutto - "mirato". Si dissacra la morte, e basta.
Ha un remake: "Il funerale è servito", made in U.S.A.. Ora, niente contro gli americani del nord America, ma non si può rifare un film cambiandone il senso, con un moralismo che non ci sta, facendo di tutto per mandare un "messaggio (autocelebrativo)", utilizzando però l'80% delle battute e delle gag del precedente.

Mi spiego meglio, con tre esempi. Il futuro marito di un ospite non piace al padre, perché non gli piace, punto. Nel secondo il genero in nuce è bianco e lei è nera. Si cerca di "planare" sull'argomento coppia mista perché al suocero piacerebbe un altro bianco, però sarebbe stato più elegante non metter su proprio la foto- ringo.
Il discorso commemorativo di uno dei figli del trapassato nel primo lungometraggio parla di un uomo che - nonostante tutto - era stata una brava persona perché affettuosa e attenta al prossimo; nel remake il morto era una brava persona - sempre nonostante tutto - ma perché "non faceva differenza di razza, religione, altezza.
Cioè, lo si doveva commemorare o candidare? E poi il razzismo è ovunque, non era quello il contesto in cui lo spettatore. Eccetera.

Ultimo punto, fondamentale.
Il defunto, si scopre, essere stato un marito con altro marito, un nano.
Nano, nel senso di "persona adulta che non supera i 130 cm".
Nell'originale la parola "nano" si dice, si ripete, si sottolinea, si ironizza (diciamocelo, scoprire il proprio padre gay, fidanzato e con una persona statisticamente rara fa specie: o ci ridi o ci piangi).
Nel rifacimento, per tutto il tempo si parla del "signore con la giacca nera", "il signore che non conosciamo", ma mai del "nano". Si parla di altezze, come ho detto, nel discorso finale, ma più per spot.
Io fossi stata una nana mi sarei offesa a sentirmi utilizzata per far sentire migliore un altro, e anche di tutta quella fottuta (quando ci vuole...) correttezza nel non dire mai quello che andava detto.

Ah, nei due film l'attore che interpreta il nano è lo stesso, forse per quella statistica numericamente deficiente sull'altezza >130.

ci vuole una certa levatura per non decentrare l'argomento




permalink | inviato da quartadicopertina il 7/9/2011 alle 19:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


2 dicembre 2010

l'armata brancaleone batte in ritirata

Facciamo un discorso serio, ogni tanto.
Non sono pro al suicidio, nemmeno contro. Credo che la vita sia preziosa, ma mi commuovo quando in "preghiera in gennaio" De Andrè fa consolare da dio "il singhiozzo delle labbra smorte che all'odio e all'ignoranza preferirono la morte", a dispetto dei benpensanti. Insomma, non so giudicare le scelte dell'uomo riguardo a un bene - e sottolineo bene - tanto "proprio" qual è la vita. E sostengo la dignità del vivere, immagino il pudore della malattia, concepisco lo sconforto e la paura, mi figuro la resa dei conti a 90 anni e passa, mi sfiora la sensazione di noia per una longevità stanca.

senza tanti commenti, abbasso il capo al passaggio dell'armata Brancaleone



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25 marzo 2009

tutta la vita davanti

A me piace il cinema italiano. Mi annoia chi lo demonizza, chi mi parla di effetti speciali, chi fa a pezzi la già tale (con tenerezza) Margherita Buy, e chi - simpaticamente, lo ammetto - sostiene che basti mettere quattro omosessuali intorno a una tavola e, voilà, hai Ozpetek. Certo, il cinepanettone fa venire una certa nausea anche a me, ma film(s) come "l'abbuffata", "mio fratello e' figlio unico", "baci&abbracci", "una pura formalità", "agata e la tempesta", "la seconda notte di nozze", mi piacciono. E proprio.
Inoltre, i delatori delle pellicole nostrane, sono gli stessi che citano come in loop le battute di Moretti (che per carità, eh). Le facce dei nostri  attori, poi: sono perfettamente imperfette, sono caratteristiche senza essere caratteriali, hanno rughe e tic che conosciamo - nostre - in questo mondo  globalizzato. Ecco, il film straniero aveva più senso prima del cosmopolitismo di cui facciamo parte (evviva evviva, sia chiaro).

Altra cosa importante: detesto chi biasima il doppiaggio. A me diverte ricordare che, finche' e' stato possibile (...), Stallone e De Niro hanno avuto la stessa voce.

io doppierei volentieri la Hathaway e la Streep
se rifacessero un film assieme
mph




permalink | inviato da quartadicopertina il 25/3/2009 alle 21:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


10 marzo 2008

1-0 per lui - persepolis

La gara e' questa:
scegliamo - io e lui - il film "una volta per ciascuno". Se il film fa schifo non si ha nessun punto, se e' bello 1. Il set di opportunità di scelta e' limitato (=il cinema vicino casa sua, che e' una multisala). Si può poi cercare un recupero con i dvd: tre dvd decenti valgono ugualmente un punto.
Non sappiamo ancora cosa si vince (e forse sarebbe un premio da evitare, per decenza, di pubblicizzare).

Io sono in netta perdita, perche' - sebbene il punto assegnato sia sempre uno - questo film ne vale molti di più.

consigliatissimo





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11 maggio 2007

ecco perche' e' il mio film preferito

(ecco perche' "mi farei fare di tutto" da L.d.R.)  [ecco perche' non so in chi mi rivedo, ma ci sono] (ecco perche' e' geniale: i titoli di coda al contrario nel film)  [ecco una bella colonna sonora] (ecco una scena d'amicizia, ma vallo a spiegare a chi non capisce)
ecco SANTAMARADONA




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3 marzo 2007

volgarità elegante

Film: CLOSER.
Dialogo tra la coppia fotografa . dentista.
Antefatto: lui torna da un convegno e confessa a lei di averla tradita una notte, lei confessa a lui di tradirlo da un anno.
Ciò che dice lui:

"Non ho potuto mentirti perché ti amo.
Qualcosa non va... perché? DIMMELO!
Stai con lui? Da quando?
Sei fenomenale, abilissima.
Perché mi hai sposato? Perché mi hai detto che volevi dei figli?
Ma noi siamo felici, noi così...
Andrai a vivere con lui?

Sei vigliacca, viziata, un pezzo di merda... credevi ti avrei picchiata? ma per chi mi hai preso?
Ti scopa bene? E' bravo? Meglio di me?
Io ti ho trattata da puttana? chissà perché...
non lo dire, che sono meglio di te.. non lo dire, anche se è vero...
ti meriti la felicità..
Hai fatto il bagno così ti senti meno in colpa..
Lo avete fatto qui? dove? Su quello? c'abbiamo fatto la prima scopata.. hai pensato a me? sei venuta?
VOGLIO SAPERE! quante volte? come? in che posizione?
Lo voglio sapere perché io sono un cavernicolo!
Ti piace il suo cazzo? Ti piace succhiarglielo? Ti viene in faccia? Che sapore ha?

[come il tuo, ma più dolce!]

Va meglio, grazie per la sincerità.
Ora vaffanculo e muori. Fottuta bagascia"
-----------------------------------------------

 Adoro ciò che dice lui, perché non c'è perbenismo, non c'è cura di ciò che è giusto chiedere secondo un oscuro ma radicato bon ton del cornuto, non c'è pietà per nessuno, nemmeno per se stessi.
Un'asciutta, sporca, appassionata ferocia.




permalink | inviato da il 3/3/2007 alle 15:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


15 dicembre 2006

Film: insieme armonico di cinque vite.

Sabato 16 dicembre presso il Cinema Teatro dei Gesuiti a Pescara ci sarà la prima proiezione pubblica del film Sinfonia in cinque movimenti.
Il lungometraggio abbraccia l’arco temporale di una giornata durante la quale  vengono (e)seguite le vite di cinque ragazze.
Esistenze normalissime – lavoratrici, studentesse come tante -, con un filo rosso comune: la rimozione, per ognuna di qualcosa, di una fragilità diversa.
I due giovani registi, Francesco Coscioni e Marco Conte, hanno scelto tutti attori non professionisti per restituire allo spettatore la naturalezza della dicotomia pesantezza-leggerezza che è la vita quotidiana.
La regia e il montaggio sono puliti e sobri, i luoghi cinematografici sono dei “non –luoghi”,  cosicché il plot narrativo si concentra sulla storia dei personaggi.




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8 dicembre 2006

camorra e cinema

in questo periodo - su sky - ho visto
la guerra di Mario -> degrado napoletano, addirittura fanno vedere Resìna, che è un paese in cui fanno un mercato stranamente economico, ché pure quelli di Portaportese vanno lì per rivendere poi.
l'uomo in più -> degrado napoletano, quello degli anni '80
luna rossa -> degrado napoletano, con il sistema camorristico "bello schiaffato in faccia"

ieri sera m'è venuto un pensiero assurdo, riconducibile al loop che c'è tra la sceneggiata e la camorra:
vuoi vedere che la camorra  è un canovaccio cinematografico? oppure che non finisce perché altrimenti finirebbero i film?

pensieri stupidi, lo so.
e dove sono finiti i film con la Napoli di Totò e di Troisi?




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1 dicembre 2006

litio o anfetamina

"le persone si dividono in litio e anfetamina. Le prime non ti cambiano, le seconde ti sconvolgono la vita. Tu sei un'anfetamina"

(da Il mio miglior nemico)

voglio essere anfetamina per un litio, e vederlo cambiare sotto i miei occhi.
poi magari "vado io sotto".




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27 novembre 2006

quel che ricordo de "la guerra di mario"

"M. non vuole essere educato, vuole essere accolto, e io ci sto provando.
Ci stiamo provando a fare un piccolo tratto di strada assieme. Con amore.

"noi non abbiamo rischiato nulla: né il lavoro né la nostra casa. Non il nostro amore.
M. resisterà a tutta questa opacità?

"ho già problemi di equilibrio al suolo,
figurati adesso che sto camminando su questo filo teso..


(la guerra di Mario- Capuano)




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