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quartadicopertina
mai fidarsi dei titoli (isabella tramontano)


B&B @ blog e bloggers


28 maggio 2007

galateo del blogging

•    Stay on topic  [preferibile che si commenti il contenuto del post. Le divagazioni non sono un reato, soprattutto se partecipa anche la padrona di casa]
•    Contribute new information to the discussion  [Semrpe gradite gli arricchimenti, anche se sono sinapsi (es. A un post che parla della propria natura felina, associare un commento che qualifica lo stile con cui e' espressa, tipo “mi ricordi Edgar Lee Masters", non e' grave)]
•    Don’t comment for the sake of commenting  [non sono garditi I “ciao”, “vieni sul mio blog” e simili]
•    Know when to comment and when to e-mail  [importante: determinate osservazioni, di sicuro intime, vanno fatte via email. C’era una ragazza che sapeva i "fatti miei" perche’ glieli dicevo via mail, e poi – con fare intuitivo (!)- faceva riferimenti nei commenti (o addirittura diceva il contrario, ma sempre di intimità si trattava). Ahi]
•    Remember that nobody likes a know-it-all  [e non e’ detto. Su questo blog Alessandro "le sa tutte" ed e' gradito]
•    Make the tone of your message clear  [ovvio, o comunque bisogna essere disponibili al chiarimento]
•    Be succinct  [non necessariamente, dipende da ciò che si scrive]
•    Cite your sources with links or inline quotining  [ecco: i commenti anonimi non sono graditi, citare il proprio blog o lasciare l’email, visibile solo al blogger che si sta commentando]
•    Be courteous  [anche se non si e’ d’accordo, sempre ironia e cortesia, senza usare termini forti o sgradevoli]
•    Don’t post when you’re angry, upset, drunk or emotional  [io commento I blog che mi fanno ridere quando sono annoiata… maleducata! ? ]
•    Do not feed or tease the trolls  [e metterli in black list? Non so]


Aggiungo, non fare affermazioni evidentemente stupide, come scrivere in un commento “perche’ commenti? Non hai nulla da fare?”, e non la spiego; non dedurre la vita di alcuno (visitatore o blogger) ne’ dai commenti ne' dal blog, ovviamente, e quindi non commentarla nei commenti :) (l'ironia e' sempre concessa)

Altro su: Novamag




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14 maggio 2007

B&B&B - blogs bloggers and books

Stamattina ho ricevuto in regalo, via posta, l'opera completa di Proust.
Da una blogger. Lei.

E avevo già ricevuto in dono libri da lui, lui e lui. Tutti blogger.

Il perche' siano libri credo possa essere chiaro (già dal nome del mio blog), perche' quei libri e non altri va detto.
Si regalano libri che abbiamo amato molto e che quindi parlano di noi (di una parte di noi che non si lega ad eventi, altrimenti sarebbero manipolatori, come il 50enne che alla ragazza più giovane dà "un amore" di Buzzati per portarsela a letto, anche se alla fin  fine lui fa pure tenerezza), oppure si donano libri che sappiamo piacere all'altro. O perche' lo si e' scritto, il libro in questione.
E io associo ad ognuno dei "donatori" una motivazione.

Perche' me l'abbiano regalati, questo potrebbe essere un mistero. So perche' Cristina me ne ha fatto dono - c' e' un biglietto nel pacco -, ma me lo tengo per me (e per lei). Massimiliano Di Giorgio ha scritto (e bene) "no compromise" e abbiamo rapporti para-lavorativi, quindi. Barney perche'... perche' siamo incudine e martello a fasi alterne e quindi complementari? perche' ci piacciono gli stessi autori ed e' cosa rara? Dreamer perche' mi sapeva a letto, schiena rotta e morale a terra nei tremendi giorni natalizi?
Non lo so.

Io queste persone non le incontro tutti i giorni, non le ho mai incontrate e forse non le incontrerò (e loro non vorranno incontrare me).
Non ho visto il loro sguardo mentre mi davano il pacco (ma quello del portiere che mi inizia a fare strane domande).
L'unica cosa importante e' che e' bello sapere che qualcuno voglia saperci (se non vederci) felici, che qualcuno creda che noi meritiamo quel regalo.
Perche' i regali sono gesti gratuiti che vanno meritati.

E a lui, che sostiene che non sia bello ricevere regali per posta perche' dopo non si può abbracciare chi ci ha fatto il presente, dico che si', forse e vero, ma io ricordo anche tanti regali fatti soltanto per avere abbracci, e non per la mia felicità.
(e qui ci metto lettore mp3 e gli orecchini di uno... e poi non  s'offenda se li baratto, e si ricordi che qui non facciamo ancora mercimonio: se voglio te la do gratis :P)

grazie a tutti, eh.




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17 aprile 2007

corrispondenze

lui  lui ha scritto:
"xxxxx: tra dieci minuti il post dedicato a te".

O lo leggete qua (non riesco a prendere il link del post ed è la seconda volta che oggi copio un suo scritto) o lo leggete là.
Non so cosa pensare, e quando lo saprò lo dirò a lui.
poi un post :)

L'uomo del sottosuolo
…mai scritti post del genere.
Il perché lo faccio non verrò certo a dirvelo.
Vi basti sapere che non ho né l’età né il ganzo per trasformare questo gioco del blog in un diario col lucchetto.
Se ora sto scrivendo, cercando di contenermi nei venti minuti che mette a disposizione l’editor prima di perdere tutto il filo di questo discorso, è solo per lei.
O meglio, per le sue parole.
Sto parlando, si parva licet, di una blogheressa.
Anzi, per me, della blogheressa.
Non mi stima, non vuole vedermi – non rientrando io negli altissimi standard (est)etici che la competono – non crede alle amicizie che potrebbero prendere l’abbrivio da questo cortilaccio virtuale.
Non ha tutti i torti.
Da parte mia, infatti, non ho che alimentato la sua naturale e condivisibile (anche dalla parte migliore di me) diffidenza nei miei confronti.
Ma si sappia, ultimamente non ne imbrocco una e poi, quando gioco al Valmont, lo interpreto come fossi l’ispettore Clouseau, con tanto di improbabili e improponibili travestimenti.
Nonostante ciò, nonostante le mie insopportabili permalosità che la rendono a sua volta permalosa, mi è cara, che dico, carissima.
E questo perché, a distanza di chilometri, di bit, di fibre ottiche e stoppini in rame, ha intuito la mia inclinazione attuale all’autodistruzione, questo vizio dolcissimo.
Alla demolizione, fortemente voluta e perseguita, di quel personaggio che fui e i cui vestiti sono passati di moda.
E lo fa senza troppe cerimonie, dicendo pane al pane.
Oggi pomeriggio in chat è stata addirittura illuminante.
Durante la solita chiacchierata, piena di aristocratico distacco, mi butta lì un in questo periodo per te tutto è importante, niente è importante. Hai perso la misura delle cose.
Devo darle ragione, ancora una volta, sempre di più.
E ringraziarla, anche.
Ringraziarla per avermi spiattellato l’importanza di una prospettiva.
Quella distanza focale che in questo vuoto pneumatico chiamato Wolter metto nel giudicare un libro, un film, l’ultimo gossip.
Quella che ho cercato, guardando le vetrine, in una lunga passeggiata sulla prospettiva Nevskij









permalink | inviato da il 17/4/2007 alle 19:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


17 aprile 2007

l'appuntamento

"Ho sbagliato tante volte ormai che lo so già
che oggi quasi certamente
sto sbagliando su di te ma una volta in più
che cosa può cambiare nella vita mia...
luci, macchine, vetrine, strade
tutto quanto si confonde nella mente
la mia ombra si è stancata di seguirmi
il giorno muore lentamente.
Non mi resta che tornare a casa mia..."
(o.v.)

Bisogna fermarsi un attimo a fare un'analisi di ciò che accade su una piattaforma di blog. Qui, come nella vita, ci si conosce, ci si incuriosisce, si torna a far visita, poi magari ci si ascolta. Alla fine ci si può anche incontrare. Forse.
Non e' possibile dire che gli interessamenti siano tutti accompagnati da aspettative particolari, che esulano l'amicizia, ma. Ma l'amicizia e' una cosa seria, e non credo - io - che sia possibile essere convinti di trovare un rapporto del genere in questo contesto. Qui - perche' i blogger sono narcisi, esibizionisti, a volte profondi, molto introspettivi - si viene a contatto (quanto e' improprio questa parola, in questo contesto...) con delle personalità che sono o molto filtrate (elaborazione di un post) o per nulla (flussi di coscienza), in ogni caso seduttive, come per almeno tre pagine può essere anche il peggiore dei romanzi. Qui, nolente o volente (ed essendo single, anche se non e’ condicio sine qua non), ci lasciamo prendere da queste costanti presenze, cosi' attente ai nostri pensieri, cosi' affini come rileviamo dai loro link o dalle loro homepage.

Ci si incontra forse, perche' e' innaturale il processo delle passioni nate cosi'. Noi naturalmente ci innamoriamo di volti e poi del loro modo di parlare, ci incuriosisce un interlocutore per ciò che dice, ma anche per come muove le mani mentre lo dice.
Non si tratta di dare importanza all'altezza o al colore degli occhi nel decidere per un incontro, no, la questione e' che qui il bisogno di completare una nostra proiezione come piace a noi e' piu' forte, e basta poco per far buttare tutto all'aria quando si sta cercando una perfezione che abbiamo creato noi. C' e' forse, a volte, anche dell'incredulità e il timore rispetto alla bellezza che una persona sa esprimere e che - chissà - potrebbe corrispondere all'aspetto.
Quindi e' difficile che ci si incontri dopo essersi incontrati qui, perche' il roof delle aspettative verso gli altri si alza molto, e si alza anche quello che crediamo abbiano gli altri verso di noi (che esorcizziamo mettendo foto, a volte), e che  perche’ far vacillare il mio ego per uno incontrato su internet?

Io ho incontrato un blogger soltanto (anche altre persone che hanno un blog, ma oramai...), parlato con diversi. Non credo ne incontrerò altri, non lo trovo poetico, lo ritengo quasi antiestetico, non ho aperto un blog per questo fine, sono diffidente e gli amici li voglio altrove, e non sono di quelle che mettono il vestito migliore per non deludere (ma non mi va di pentirmi per non averlo fatto).

L'ultima persona che avrei voluto incontrare, ma poi no, stamattina ha immaginato, metaforizzato quello che avrebbe potuto essere il nostro "non" appuntamento ("a darsi un appuntamento che speranza c' e'?"- DS) cosi':

Incontri

…Montesanto, metropolitana.
I loro sguardi, sorvolando tutte le teste, si sono incrociati a un paio di carrozze di distanza, nell’attimo che precede lo stridìo della fermata.
Lei osserva lui, dipanando la matassa di quel faccione scuro, di un doppio mento incontrato chissà dove.
Lui focalizza lei, attraverso curiosi occhiali dalla montatura amaranto, annodando lunghi capelli castani che ondeggiarono chissà quando.
Si riconoscono infine nel convergere di un episodio senza più peso.
All’apertura delle porte, proprio per questo, tralasciano di salutarsi

(wolter)

e bravo,
sarebbe andata proprio cosi’, perche’ lui ha il doppio mento anche se prima dice si’ e poi no,
i miei capelli non ondeggiano da un po’,
gli episodi condivisi sono cosi’ banali che non valgono un saluto.




permalink | inviato da il 17/4/2007 alle 15:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


4 aprile 2007

bloggeressa nell'anima.

Forse no.
E' una settimana che non scrivo il blog, perché mi è scivolato il computer dalle mani, e - placido - si è spento.
Avrei potuto farlo - scrivere - su altra macchina, ma no, ho deciso di aspettare che tornasse questa.
Sì - un po' per abitudine (questa grandezza di schermo, questa tastiera accidentata, la mia musica), un po' perché ho sospettato che me lo fossi fatto scivolare il mio pc tutto bianco e che non fosse poi un incidente, un po' perché avevo tanta voglia di riservatezza, alla quale mi sottraggo io così - non ho scritto. Forse avevo soltanto voglia di pensare e sentire e vedere, e lasciare tutte queste 'cose' per me soltanto, o non censurarle e alla fine accantonarle come faccio ad arte quando redigo un post in tempi record.

Mi sono mancati i momenti come questi? Questi in cui mi metto giù a scrivere? No. Ho finto che mi mancassero, che avessi ilari crisi di astinenza, però no. Cosa vuol dire? Nulla, se non che ho letto meno pagine web in cambio di 850 pagine per due romanzi eccellenti.
Non si può stabilire l'affezione o la creatività o le idee o il tempo perso o guadagnato attraverso un blog. Troppo poco.

E poi ho ripreso in mano la mia bic grip.
Sì sì, ho scritto comunque.







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15 febbraio 2007

considerazioni morettiane sulla blogosfera

sottotitolo: mi notano più se scrivo o se non scrivo?

il blogger neofita scrive ogni giorno.
il blogger para-giornalista anche (che di solito linka i vari quotidiani), così come quello intimista under 23 o comunque quello con una vita emozionale che permette un'esternazione quotidiana.

se non si rientra il queste categorie - perché si è superato il sesto mese di bloggaggio, perché non si vuole fare di una pagina web personale la rassegna stampa (ché c'è chi ci pensa con maggiori titoli) e nemmeno l'editorialista a tutti i costi (non è peccato non avere sempre un'opinione), e se i fatti propri si dicono e non dicono (quindi l'accadimento di un giorno non può essere comunicato, pena l'etichetta di poco raziocinio) - un giorno non si ha nulla da scrivere.

io sono il colmo, tipo quello delle barzellette, "il colmo del bloggher": comunico che non ho nulla da comunicare.

quasi geniale. ma quasi.

"
Già, che noia! Perché scrivo queste cose sul mio diario? Che me ne importa del [...]? Forse perché ho preso l'abitudine di tenere un diario debbo scriverci tutto quello che mi succede?
Decido di correggermi di questo difetto"

(Ennio Flaiano - Diario Notturno)




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3 gennaio 2007

donne vs donne #2

no, no, ho tralasciato un aspetto della competizione tra donne che mi "tocca": sono in competizione intellettivo-erotica (che dovrebbe essere una tautologia.. o un ossimoro?) con qualunque femmina.
ho rilevato questa mia peculiarità facendo un giro tra i blog: non mi spiego il successo di alcuni diari.

anche il mio blog fa abbastanza schifo :D




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17 dicembre 2006

blogger dispensatore di buone notti in trasferta

l: "che freddo. vorrei averti sotto le coperte per fare calore"
i: "..una borsa dell'acqua calda.. io l'adoro e adoro svegliarmi al mattino che è diventata fredda.
Notte col caldo vicino ai piedi, alla schiena, alle mani. il mio"
l: "vorrei riscaldarti dentro. dormi bene"







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7 dicembre 2006

buonenotti

ogni notte o quasi, quando già dormo, mi arrivano degli essemmesse con delle buonenotti splendide, direi.
ieri:
"buonanotte con una carezza e una seconda coperta"
ma ho avuto notti con sogni d'oro e struffoli, cani profumati, pensieri grigi, angeli.
e altri che non ricordo.
lui, A., è un genio dello sweet dream.




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28 novembre 2006

"pelle" (per crfng)

esistono dei momenti di incomprensione così profonda,
in cui si insinuano delle verità, che quasi non conta con chi siano: straniscono e basta
esistono una sincerità difesa e una serie di bugie, che non si possono più gestire.
esistono educazioni diverse, vissuti distanti, raccontati male o non raccontati, che diventano un'arma.
esistono pantomime sentimentali in cui si vuole credere e le si dichiara e nega come fossero vere,
e un sentire che invece non viene ascoltato.
esistono parole dure, altre riparatorie, ma inutili se non sono credute,
e anche se lo fossero, poi.
esiste l' importanza, poggiata a caso su qualcuno,
e un difendersi da chi sa fare male comunque se vuole.

quando questa persona mi dice isabè, qualcosa non va.
e, porca miseria, ha sempre ragione.
se sapesse dirmelo con meno violenza,
quella di chi affonda il colpo - giù giù - quasi a dimostrare quanto è forte
potrei smetterla con questa farsa di chi si nasconde là dove lui mi ha scovato.

non posso che fargli le mie più sentite congratulazioni.
touché

"dentro, in fondo, dentro lo sai
soltanto per capire chi sei
forse sei un congegno che
si spegne da sé"

(afterhours)







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