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storie d'amore e d'anarchia

"mamma, ma tu mi hai portato in America per quel problema, vero? io lo dico a tutti!"

"no, amore mio, ti ho portato all'ambasciata americana a Roma. Avevo letto che Bronson l'aveva risolto e avrei voluto andare negli U.S.A., però non avendo soldi ho pensato bene di andare a chiedere aiuto agli americani in Italia. Eri piccola piccola, ti tenevo per mano, e abbiamo scavalcato le catene di ingresso. I militari americani ci hanno circondate, muniti di mitra. Alla fine siamo andate dall'ambasciatore, però nulla, amore mio. Ti avevano promesso un regalo alla befana, sai? Non ti ricordi?"
"no, mamma, io ricordo che tu sei stata in America"

scherzi dell'amore, ma non so quale sia il più beffardo, se il mio per lei o viceversa


"non voglio essere amata come figlia. Voglio un amore fondato sulla stima, voglio premi per merito sentimentale, non per diritto ereditario; non "baci nel sonno" ché non abito con te: come fai?; voglio la tenerezza perché anche io mi faccio tenerezza; e fiducia, tu a me  e io a te; voglio te come sei e sapere che anche tu - ogni giorno - ti domandi cosa sto diventando; voglio sentire pulsare il nostro sangue, non ascoltarne il richiamo - mamma, non lo sento... -, voglio amarti senza paura che non ti piaccia come lo so fare, perché io mi sono fatta amare come tu sai"

"amore mio, sono stanca"

l'anarchia dei sentimenti strema

(mia madre non mi ha chiamato "amore mio". Lei ama senza nomi)


Pubblicato il 17/2/2014 alle 10.6 nella rubrica Diario.

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